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La Storia Contemporanea

Riprendiamo la storia del Messico dall’età contemporanea quando il Texas, scissosi dalla suddetta nazione venne annesso agli Stati Uniti cosa che comportò lo scatenarsi di una violenta guerra tra Messico e USA che durò più di due anni dal 1846 al 1848.

Durante la guerra l’esercito statunitense occupò l’intero paese e dopo la battaglia di Chapultepec, avvenuta il 14 settembre del 1847, i giochi sembravano conclusi dato che le truppe USA issarono la loro bandiera in cima al Palazzo Nazionale di Città del Messico. In realtà la guerra si concluse in maniera abbastanza positiva per la popolazione latina tanto che solo il 40% del territorio fu ceduto agli stati uniti, tra cui gli stati della California, del Nuovo Messico, dell’Arizona, del Nevada, dello Hutah, di parte del Colorado e del Wyoming.

Venne promulgata una nuova costituzione nel 1857 che rimase in carica fino al 1917, anno in cui venne instaurata la nuova e definitiva costituzione dello stato del Messico.
Le prime vere e proprie elezioni presidenziali avvennero nel 1910 che furono combattute tra Porfirio Diaz (già al potere da trent’anni) e da Francisco Madero.  Nonostante le azioni scorrette di Diaz che fece imprigionare il suo rivale, per poi rilasciarlo in un secondo momento, egli riuscì tranquillamente a vincere le elezioni tanto che si pensava a dei palesi brogli elettorali che portarono alla ribellione del popolo e alla cosiddetta Rivoluzione Messicana.
La rivoluzione fu particolarmente ardua per Diaz che dovette reprimere moltissimi ribelli come Francisco Villa ed Emiliano Zapata che attaccarono rispettivamente a nord ed a sud (dallo stato di Morelos). La rivoluzione messicana portò veramente molto scompiglio nella vita politica tanto che moltissimi vennero assassinati: molti come Victoriano Huerta, Zapata e Francisco Villa. La guerriglia si concluderà intorno al 1917 con la nuova Costituzione del Messico ma le violenze continuarono senza essere represse fino agli anni ‘30!

Altra problematica si rivelò il rapporto tra lo stato e la chiesa dopo aver promulgato la famosissima costituzione del 1917. Essa prevedeva la netta separazione della vita religiosa da quella statale e nel 1926 si arrivò alla requisizione di molti beni ecclesiastici, la chiusura di scuole e la soppressione di moltissimi ordini religiosi. Ovviamente le proteste in piazza del mondo cattolico non servirono a nulla e si formarono due gruppi ben scissi nella protesta: quello pacifista denominato Lega Nazionale per la Libertà Religiosa, e quello favorevole all’azione violenta detto Cristero. Il governo messicano intimorito dai gruppi rivoluzionari represse con forza qualsiasi opposizione tanto che organizzò anche pubbliche esecuzioni degli esponenti della Lega accusati di professare la fede cattolica! Nonostante il terrore applicato intorno al 1929 il governo non riuscì più a sedare le rivolte e dovette accettare un compromesso con la chiesa cattolica. Il compromesso prevedeva la libertà religiosa e nulla più.
Ultimi sprazzi di storia travagliata per il Messico si ebbero dopo gli ani trenta  con Lazaro Cardenas de Rio che propose di rendere la nazione, ad immagine e somiglianza degli URSS, un  vero e proprio stato socialista. Con la caduta di Cardenas de Rio nel 1940 caddero anche le proposte politiche e il Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI) prese il potere. Fino al 2000 il partito rimase saldo al governo, successivamente fino ad oggi il potere è gestito dal Partito Azione Nazionale (PAN)di ispirazione cristiano-democratico, guidato da Vicente Fox Quesada.    

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